Licisco Magagnato
 

GALLERIA GIAN FERRARI (1973)- PERSONALE DI MILANO


Ebe Poli, artista veronese, si dedicò, dopo gli studi umanistici, alla pittura, per naturale vocazione, abbandonando l’idea dell’Università.

Affermatasi a Venezia alla “Bevilacqua la Masa” la sua personalità si precisò in modi e accenti originali e fu notata alle Biennali Internazionali di Venezia ed alle Quadriennali di Roma.

Una sua personale a Milano destò l’attenzione di tutta la critica concorde nel riconoscere la distinta personalità di questa artista “senza zucchero”, scrisse allora Vergani: “… alcuni dei più virili quadri ispirati alle drammatiche visioni del paesaggio lagunare, si devono a questa artista “senza zucchero” amica del cattivo tempo e della tempesta, più che alla morbida letteratura ispirata a Venezia e alla laguna. Drammatico è il personaggio della Poli che rifiuta l’elegia e l’idillio e all’arcadia preferisce il clima nemboso della tragedia. Drammatico è il suo nume, drammatica è dunque la sua poesia …

Questa pittura che partecipa così solidamente alla battaglia della buona pittura moderna, della profonda pittura, ha un peso di cui si deve tenere calcolo.”

Ebe Poli si ripresenta ora a Milano con una vasta personale di pittura e di grafica.

Una scelta di opere degli anni 60 e 70: le terre, le marine, la Terra, tematica in cui il dramma dell’uomo è sempre protagonista.

Sono terre veronesi di altri ambienti “convegni di personaggi marini” archetipi ancestrali approdati od emersi da chissà dove.

Opere come “Radiografia della Terra anni 70” dove lo studio psicologico fa pensare al dramma esistenziale dell’uomo, al problema del nuovo umanesimo.

Nel quadro ampio della pittura sorta intorno al “movimento di Burano” Ebe Poli rappresenta il lato severo, l’atteggiamento più impegnato e costruttivo.

La Poli ha partecipato, senza pause, alle manifestazioni di arte in Italia e all’Estero più impegnate soprattutto per le sue molteplici esigenze spirituali. Gli studi filosofici e particolarmente psicologici, cui è appassionata, le hanno fatto conoscere l’uomo e il suo ambiente, per cui il suo linguaggio pittorico è essenzialmente umano.

Ebe Poli, nel 1962, ha difeso l’ambiente dell’uomo anche al Congresso di Urbanistica per la “Difesa e sviluppo di Verona” presentando una originale relazione: “Il colore nell’architettura”, che ha avuto consensi e particolare segnalazione dall’architetto prof. Luigi Piccinato di Roma, Presidente del Congresso stesso.

Come grafico Ebe Poli, che disegnò sempre, cominciò nel 1946 ad usare il bulino, studiando a fondo le varie tecniche dell’incisione, che perfezionò con l’uso del suo torchio, con cui stampa,in tiratura molto limitata, le sue incisioni.

La prima pubblicazione della Poli risale al 1948 – 50: la “Regata veneziana” ormai famosa, cartella di disegni litografici originali toccati a gouache, firmati, numerati, presentati da Orio Vergani. “Pietre di Verona” è l’opera grafica di recente pubblicazione (dicembre 1972). Sono incisioni all’acquaforte e all’acquatinta raccolte in cartelle firmate e numerate, in tiratura limitata, come commento anche ai testi di Renato Simoni e di Berto Barbarani.

Non si tratta delle solite vedute della città, ma di composizioni di pietre, direi preziose, della sua bella Verona.

Composizioni quasi sognate, simboli, costruzioni, che nell’atmosfera veronese, creata con l’acquaforte e l’acquatinta propongono in sintesi e libertà d’interpretazione un ritratto ideale della città: pietre delle quali, come dice Renato Simoni: “ … nessuna è isolata nel gelo del suo tempo, ma tutte concordi, tutte nostre.” Le opere di Ebe Poli, nella pittura, come nella grafica sono architettate nel grande respiro musicale. Composizioni figurali delineate a grandi masse e forti strutture, essenziali anche nel colore.

È questo il carattere della sua personalità.


 
 
 
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